Foto di Lorenzo Bramanti
La Antonino De Simone lavora esclusivamente 5 specie di coralli preziosi non a rischio di estinzione : Il corallo rosso del Mediterraneo, Corallium Rubrum , ed i coralli Japonicum, Elatius, Secundum, Konjoi dell’Oceano Pacifico.
Tali specie sono di profondità e si distinguono totalmente dalle madrepore delle barriere tropicali, o barriere coralline, friabili, non lavorabili, di superficie e la cui commercializzazione è vietata.
In definitiva, tutti i coralli utilizzati nella lavorazione, artigianale e non inquinante, sono di profondità, non sono a rischio di estinzione e non vanno confusi con quelli delle barriere coralline.
La raccolta del Corallium rubrum è eseguita nel Mar Mediterraneo e lungo le coste atlantiche del Marocco.
GFCM – Commissione generale della pesca nel Mar Mediterraneo ( organismo FAO) che nel corso degli anni, ha stabilito una serie di raccomandazioni obbligatorie per rendere la pesca del corallo ecocompatibile con l’ambiente marino e sostenibile nel tempo in tutti gli Stati del bacino del Mediterraneo interessati .
Le misure più rilevanti adottate per la gestione della pesca nel Mediterraneo sono le seguenti:
La pesca può essere effettuata solo dai subacquei.
L’unico attrezzo consentito durante la raccolta è la piccozza.
È proibita la pesca a profondità inferiori ai 50 metri.
I pescatori autorizzati, sono tenuti a registrare e a riferire alle autorità competenti, le quantità pescate e lo sforzo, redigendo un apposito formulario utilizzato per creare una banca dati.
È vietata, la pesca di rami di corallo, con diametro inferiore a mm 7.
È possibile lo sbarco del corallo pescato, solo in porti designati dalle autorità locali;
I piani di gestione locali – che regolano la pesca nelle diverse zone del Mediterraneo, come ad esempio il Piano italiano del 2 gennaio 2019 – possono introdurre misure soltanto più restrittive dei criteri appena elencati.
La gestione locale è basata su un sistema di licenze di pesca a numero limitato, quote limitate di raccolta assegnate a ciascun pescatore, rotazione delle aree di raccolta, periodo limitato di pesca.
Tutte queste misure adottate, insieme alla costante vigilanza del GFCM (organismo FAO) rendono la pesca del corallo rosso ecocompatibile con l’ambiente marino e sostenibile nel tempo. La longevità ultracentenaria di gran parte delle aziende torresi è ulteriore garanzia di un settore attento al benessere della specie che rappresenta la materia prima alla base del suo lavoro.